azienda

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LA STORIA

Commendator Pozzobon Rosalio

La cantina Pozzobon ha avuto origine verso il 1700 circa, come insediamento di contadini alle dirette dipendenze del Nobile Caotorta presso la campagna Paolini in Volpago del Montello, località Belvedere; tale azienda ha sempre coltivato le viti per la fornitura del vino agli stessi nobili.
Nel 1969 la Contessa Ponti Matilde, erede del nobile Antifone Caotorta, vendette buona parte della campagna Paolini all’attuale Commendator Pozzobon che da allora produce e vende direttamente i propri vini. Per la salute del consumatore e salvaguardia dell’ambiente viene seguita la lotta guidata ed integrata con la consulenza tecnica del Cecat di Castelfranco Veneto.

1700


1969

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Titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito

L’amore per la vite ed il sacrificio del lavoro è senza dubbio uno dei segreti della Famiglia Pozzobon per la trasformazione in ottimi vini. Per il pregio e prestigio della sua lavorazione il Sig. Pozzobon Rosalio è stato insignito nel 1993 del titolo di Cavaliere, nel 1996 del titolo di Ufficiale e infine nel 2004 del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

1993


2004

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il territorio

Montello, Collina di Terra Rossa

Il Montello è una particolare collina di terra rossa che si eleva, isolata e ben definita, poco oltre i 300 metri a sud dell’attuale corso del fiume Piave, la cui vicinanza rese il territorio luogo ideale per gli insediamenti umani.
Il Montello è relativamente poco abitato e boscoso, ma attorno ci sono cittadine molto vivaci e densamente abitate, la più importante delle quali è Montebelluna. Geologicamente, la collina, dalla tipica colorazione rossa, è una struttura di conglomerati alluvionali, che si è formata tra i 60 e i 5 milioni di anni fa.

la collina, dalla tipica colorazione rossa, è una struttura di conglomerati alluvionali formatasi tra i 60 e i 5 milioni di anni fa.
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Il paesaggio del Montello è dominato dal bosco, un tempo prevalentemente bosco di quercia, che fu rigorosamente vincolato da leggi della Serenissima Repubblica Veneta. Infatti il “Bosco della Serenissima” serviva per il legname dei cantieri veneziani.
Durante il suo dominio, la Repubblica di Venezia portò in queste terre un periodo di pace e tranquillità durante il quale furono introdotte nuove colture. I mercanti veneziani, infatti, seppero immediatamente riconoscere il valore delle nuove coltivazioni arrivate delle Americhe: mais, patate, fagioli, pomodori e alcuni nuovi vitigni.

1471


1527

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La serenissima

Fin dal 1471 la Serenissima Repubblica di Venezia si preoccupò direttamente del Bosco del Montello che divenne riserva forestale dell’Arsenale. Per tutelare il bosco nel 1515 vennero nominati i “saltari”, una sorta di custodi del bosco e nel 1527 venne eletto un primo “Capitano del Bosco del Montello”, impegnato nella sorveglianza del patrimonio boschivo con l’aiuto di alcune guardie.
Questa politica aveva lo scopo di pianificare la coltura forestale, in modo che fosse in grado di assicurare una costante e continua produzione di legname per l’Arsenale. Nessuno, senza regolare permesso, poteva tagliare né rami, né cime, né piante di alcun tipo. Furono previste pene gravi anche per chi, falciando l’erba, avesse inavvertitamente tagliato le piccole querce.

Durante la “coltivazione” delle querce, cui si rivolgevano le particolari attenzioni della Serenissima, si praticavano speciali potature in grado di modellare il tronco adattandolo ad una determinata parte della nave. Tali tecniche silvicole erano estremamente specializzate e degne della moderna foresticoltura.

IL TERRITORIO – Montello, collina di terra rossa

la grande guerra del 1915

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Con la caduta della Repubblica di Venezia, venne a mancare anche la protezione del bosco. L’avvento della Repubblica Italiana attraverso la Legge Bertolini del 1892 porto scompiglio nell’area forestale che venne disboscata quasi per intero e assegnata per metà a famiglie povere e l’altra metà venduta a privati per favorire la crescita delle aree agricole, facilitata anche dalla costruzione delle prime strade interpoderali, che servivano trasversalmente e longitudinalmente tutta la collina.

Ma l’assenza di corsi di acqua superficiali, non favorì lo sviluppo delle coltivazioni e lentamente il bosco tornò ad essere “il padrone” del Montello. Durante gli anni della Grande Guerra il Montello si ritrovò in prima linea e divenne un poderoso sistema difensivo che portò di nuovo al disboscamento di quasi tutta l’area, per costruire le opere militari necessarie ad ostacolare l’avanzata dell’esercito austro-ungarico. La guerra, purtroppo, cancellò quasi tutto il patrimonio storico, artistico e culturale che aveva segnato lo splendore di quest’area.

La nostra cantina

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La FAMIGLIA

Giuliano, Antonio, Fabrizio e Bruno

La famiglia Pozzobon, ora composta da Giuliano, Antonio, Fabrizio e Bruno, gestisce con passione e professionalità l’azienda, dedicandosi alla coltivazione di vigneti e altre colture in modo sostenibile. La qualità e la precisione dei loro prodotti sono il risultato della costante attenzione al dettaglio e dell’impegno di tutti i membri della famiglia. L’azienda produce vini DOCG, DOC e altre varietà di alta qualità rispettando i criteri di sostenibilità ambientale.
Inoltre, dal 2018 l’azienda è certificata SQNPI (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) per la sostenibilità ambientale per il vigneto. Dimostrando la sua impellente attenzione alla sostenibilità e alla salvaguardia del territorio dal 2020 la certificazione si è estesa sia per il vigneto che per la cantina. Nel 2012, la cantina è stata ristrutturata con un moderno punto di accoglienza e una sala degustazioni, offrendo un’esperienza indimenticabile ai visitatori e clienti.

2012


2023

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